Tuo figlio ha il palato stretto e ha bisogno dell’espansore palatale?
Niente paura, ti spieghiamo noi cos’è questo apparecchio e come può risolvere il problema del tuo bambino.
Come allargare il palato con l’espansore palatale
In una corretta occlusione dentale, i denti dell’arcata superiore ricoprono quelli inferiori. Tuttavia, se il palato non è sufficientemente ampio, si verifica la situazione inversa e i denti della mascella ‘sovrastano’ quelli della mandibola, causando una malocclusione dentale.
Le cause del mancato allineamento tra le due arcate sono varie: respirazione scorretta, abitudine di succhiare il pollice o il ciuccio, postura linguale bassa, respirazione orale…
Ma niente paura, c’è una soluzione per correggere il palato stretto.
L’espansore palatale consente di risolvere la malformazione del palato stretto, ma è necessario intervenire tempestivamente, quando il paziente è ancora in fase prepuberale, dato che i tessuti sono più elastici e non tutte le ossa sono formate. Per questo, l’età migliore per inserire l’apparecchio è tra i 5 e gli 8 anni.
Adesso, vediamo per cosa è utilizzato l’apparecchio per allargare il palato.
Quali disturbi corregge l’espansore palatale
L’alterazione dei rapporti trasversali tra mascella e mandibola può avere molte conseguenze:
- Problemi di masticazione e deglutizione. La malocclusione dentale limita i movimenti della mandibola, rendendo difficile la masticazione.
- Difficoltà respiratorie, come apnee e russamento. Il palato stretto influenza anche la respirazione, ma grazie alll’espansore palatale, il setto nasale si modifica e il canale nasale si allarga di circa 2-3 mm, consentendo una migliore respirazione.
- Canini inclusi, ossia la mancata eruzione dei canini definitivi. Nello specifico, recenti studi evidenziano un tasso di successo compreso tra il 45,1% e il 65,7% nel trattamento dei canini inclusi attraverso l’espansione.
L’espansore palatale aiuta a eliminare tutti questi difetti di natura funzionale ed estetica.
Ora entriamo nel dettaglio e capiamo meglio di cosa si tratta.
Espansore del palato: come funziona
Dopo aver valutato i rapporti tra arcata dentale superiore e inferiore tramite radiografia e aver indagato eventuali comportamenti scorretti, l’ortodontista valuta se è necessario inserire l’espansore.
In questo caso, l’espansore viene posizionato in bocca e agganciato al palato con una piccola vite che lo allargherà gradualmente.
Durante la fase dell’attivazione, un familiare inserisce una chiavetta nel foro della vite e la ruota di 1/4 di giro verso il senso della freccia. In questo modo, il palato svilupperà un’estensione di 0.24 mm al giorno.
In alcuni casi, può comparire un diastema interincisivo, uno spazio tra gli incisivi centrali superiori. Non c’è da preoccuparsi, scomparirà nel giro di un mese!
Il diastema indica semplicemente che l’apparecchio sta facendo il suo lavoro e il palato si sta allargando.
Al termine dei 2 giri inizia la seconda fase, quella passiva, che serve a consolidare l’espansione palatale. L’apparecchio viene bloccato per il tempo necessario a evitare recidive e non va toccato, a meno che non si avvertano cedimenti o instabilità che richiedono l’intervento dell’ortodontista.
Molti genitori sono preoccupati per i loro bambini perché temono che l’applicazione dell’espansore sia dolorosa. Non c’è da spaventarsi: è normale che i pazienti avvertano dolore all’arcata superiore, per effetto della trazione e della separazione della sutura palatina, ma un semplice analgesico basterà ad alleviarlo. In generale, l’apparecchio garantisce una routine quotidiana normale. Inoltre, i modelli di espansori più recenti, utilizzano viti di dimensione ridotta, per assicurare una maggiore igiene e un design ottimale.
Quanto tempo si deve tenere l’espansore palatale?
Per un risultato completo è importante seguire scrupolosamente le due fasi. La fase attiva dura circa 7 giorni mentre quella passiva dai 6 ai 12 mesi. Sarà poi l’ortodontista a valutare caso per caso quando togliere l’espansore.
Cosa non mangiare con l’espansore palatale
Mentre il bambino indossa l’espansore, è raccomandabile non mangiare cibi che potrebbero danneggiare o incastrarsi nell’apparecchio, ostacolando poi una pulizia adeguata. Ecco gli alimenti che è preferibile evitare:
- Cibi appiccicosi (caramelle, gomme da masticare…)
- Cibi filamentosi (grasso del prosciutto, i formaggi filanti…)
- Cibi troppo duri (ghiaccio, frutta e verdura croccante, torroncini…)

Come pulirlo
Se ti stai chiedendo come lavare i denti con l’espansore palatale, sappi che è molto semplice. Ti basterà far rispettare al tuo bambino le regole per una corretta igiene orale e seguire queste accortezze:
- Spazzolare i denti dopo ogni pasto.
- Rimuovere il cibo che potrebbe essere incastrato nell’apparecchio, per evitare infiammazioni.
- Effettuare sciacqui con il colluttorio per detergere accuratamente la vite e le bande metalliche.
- Valutare l’utilizzo di un idropulsore per raggiungere le zone della bocca più difficili.
Palato stretto negli adulti: cosa fare?
Come abbiamo visto, un intervento precoce consente di risolvere la malformazione in tempi abbastanza rapidi. Questo è possibile perché nei bambini la sutura palatale non è ancora ossificata, quindi allargare il palato è molto più semplice.
Invece, negli adulti non è possibile correggere i difetti ossei tramite l’espansore, ma bisogna ricorrere alla chirurgia maxillo-facciale per aprire la sutura palatina e correggere la malocclusione.
Quanto costa l’espansore palatale?
Il costo dell’espansore rapido varia in base al tipo di terapia scelta e alla durata del trattamento.
Se vuoi avere una diagnosi precisa, chiamaci per prenotare un appuntamento!
Il nostro team è sempre pronto ad accoglierti per valutare lo stato della tua salute orale o di quella del tuo bambino.

